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Carrara
È il centro più importante dell'industria italiana del marmo, con il famoso Marmo di Carrara, un marmo bianco molto pregiato che viene estratto dalle vicine Alpi Apuane.
Carrara si sviluppa dalla costa (Marina di Carrara) fino alle Alpi Apuane, alle pendici delle quali si trovano le frazioni a monte. La città è bagnata dal fiume Carrione, che ha un bacino d'acqua di 52 km² e che nasce sul monte Spallone. Il centro storico si trova a metà strada tra il mare e le montagne ed è posto, per chi guarda verso i monti, tra la splendida cornice delle cave. Bagnata dal mar Ligure, la costa presenta spiagge sabbiose che offrono diverse possibilità di svago durante la stagione estiva.
L'economia di Carrara è legata principalmente all'industria e al commercio del marmo in tutte le sue diverse varietà: i blocchi sono estratti e poi imbarcati nel porto di Marina di Carrara ed esportati in tutto il mondo, oppure finiscono nelle moltissime segherie presenti sul territorio e nei laboratori dove vengono trasformati e messi sul mercato.
Numerosi sono i siti architettonici presenti, tra i più importanti citiamo:

Palazzo Cybo Malaspina (Palazzo Ducale)
L'edificazione del Palazzo Cybo Malaspina, costruito su precedenti fortificazioni risalenti al periodo longobardo, risale all'epoca di Guglielmo Malaspina, e nel 1448 divenne la residenza stabile della dinastia. Dopo la caduta dei Malaspina e durante le diverse occupazioni che Carrara subì, molte opere furono trafugate. Il Palazzo è costituito da due nuclei distinti: il primo è il Castello malaspiniano risalente al 1200, e il secondo è il Palazzo rinascimentale, iniziato da Alberico I nel tardo Cinquecento. Dopo il terremoto del 1920 l'edificio ha subito un drastico ed invasivo restauro in stile, ed è stata edificata un'ala che ha reso omogenea la facciata posteriore. Il Palazzo oggi ospita la sede centrale dell'Accademia di Belle Arti.

Duomo di Sant'Andrea
Il Duomo, dedicato a Sant'Andrea, risale al secolo XI: fu costruito in marmo secondo lo stile romanico, e fu poi soggetto a interventi che apportarono elementi di stile gotico. La pianta è rettangolare con tre navate e abside semicircolare.
La facciata fu realizzata nella seconda metà del Trecento, ed è composta da una bicromia, tipica delle chiese toscane, con fasce di marmo bianco e marmo scuro. Il portone è incorniciato da un archivolto decorato da raffigurazioni tratte dai bestiari, e sopra di esso si può ammirare un rosone gotico composto da colonnine a tortiglione, ognuna diversa dall'altra. Il campanile, alto 33 metri, fu aggiunto nel Trecento.


L'interno è composto da una navata centrale più alta coperta da capriate lignee e da due navate laterali coperte da volte a crociera. Il Duomo conserva il sarcofago di San Ceccardo, patrono di Carrara, un'Annunciazione risalente al Trecento, opera scultorea della scuola pisana, e un crocifisso ligneo realizzato nel Trecento da Angelo Puccinelli.
All'esterno del Duomo, si può ammirare la Statua del Gigante, opera dello scultore Baccio Bandinelli.





Teatro degli Animosi

Il Teatro degli Animosi fu costruito a partire dal 1836 fino a 1840 dall'architetto Giuseppe Pardini. La facciata è d'ispirazione classica: presenta uno schema a due piani in forma di pronao di tempio, con sei colonne sovrastate da una balaustra ornata di fiori e ghirlande, il tutto sorretto da un basamento di pilastri. Tutta la facciata è in marmo di Carrara. L'atrio di ingresso è fiancheggiato da un doppio filare di colonne abbellito da modelli in gesso della Musica e della Poesia. L'interno è impreziosito da marmo finemente lavorato usato nei dettagli e negli ornamenti.



Casa di Emmanuele Repetti

Posta all'inizio di via Santa Maria, la casa del geografo, naturalista e letterato carrarese Emanuele Repetti (1776-1852), risale al XIII secolo, come molti degli edifici circostanti. Pare che al suo interno abbia soggiornato anche Francesco Petrarca. È stata la prima sede del comune di Carrara.





Piazza Alberica

è la piazza più rappresentativa di Carrara. Deve il suo nome ad Alberico I Cybo Malaspina, che la fece costruire nel Seicento a ridosso delle mura della città, che lui stesso aveva fatto costruire secondo il secondo tracciato cittadino (1557-1637). Il selciato è tipicamente ricoperto da tarsie nel pregiato marmo delle Alpi Apuane, che è il materiale anche della statua di Maria Beatrice d'Este, nelle decorazioni degli edifici e nei loggiati che vi si affacciano. I palazzi sulla piazza risalgono al periodo tra il Sei e il Settecento.




Le Cave

Le cave sono luoghi dove da molti secoli avviene l'escavazione e la lavorazione del marmo e possono essere di due tipi: chiuse e a cielo aperto. Per il modo con il quale viene prelevato il marmo, la profondità di prospettiva delle pareti bianche, gli ampi spazi, la precisione simmetrica dei gradoni, i piani di lavorazione sembrano gradinate di anfiteatri. L'estrazione del marmo in cava è stato un continuo divenire di documenti vivi e drammatici attraverso i secoli, dai primitivi cunei di legno, al sistema della tagliata dei romani, al rivoluzionario filo elicoidale, all'attuale filo diamantato, tanto veloce quanto pericoloso, tra gli anfratti delle cave e i candidi e scoscesi ravaneti sono conservati gli eroismi, le fatiche, i sacrifici dei cavatori che con tenacia e capacità continuano ancora oggi a demolire queste montagne tagliandole, frantumandole e smontandole pezzo a pezzo, in piccoli blocchi per poi inviarli nel mondo.

Il marmo bianco delle Alpi Apuane viene estratto sin dall’epoca dei romani. Da allora è utilizzato per impieghi di ogni genere: dai semplici oggetti alle più famose opere d’arte e d’architettura. In passato blocchi di marmo venivano trasportati con un’antica tecnica manuale: la “lizzatura”, rievocata ogni anno, grazie al coraggio e all’abilità degli ultimi lizzatori viventi. Anche nei giorni nostri l’estrazione del marmo è la più fiorente e tipica attività economica del comune di Carrara.

Le cave del canale di Colonnata costituiscono il più imponente dei bacini apuani e offrono una superba vista dei "ravaneti", gli spettacolari accumuli di detriti di marmo bianco adagiati sui fianchi dei monti Serrone Maggiore e Spallone, alla sommità del quale si trova il bacino di Gioia: un complesso di cave che offre un colpo d'occhio unico al mondo.






Il lardo
è un salume caratteristico di Colonnata che un tempo veniva usato come companatico dai cavatori i quali lo affettavano sottile per poi gustarlo insieme a pane e pomodoro. Questo particolarissimo salume si ottiene utilizzando solo maiali maschi della zona alimentati con mangimi del luogo. Il lardo viene poi salato ed aromatizzato con alcune spezie (cannella, coriandolo, noce moscata, chiodi di garofano, anice stellato e origano) e tagliato a pezzi rettangolari. Il processo poi prosegue con una particolarissima stagionatura che avviene in grosse vasche di marmo in cui il salume rimane per un periodo che varia tra i sei ed i dieci mesi. Da questa stagionatura dipende il sapore e l'ottima fragranza dei questo particolare prodotto. La sagra si svolge la seconda domenica dopo ferragosto ed è un'ottima occasione anche per visitare il suggestivo paesino e le bianchissime cave di marmo.


Carrara
Carrara è un comune di 65.760 abitanti , dell'Italia centrale[1], ed è la seconda città per numero di abitanti della Provincia di Massa-Carrara.
La sagra del Lardo avviene a Colonnata, un paesino sito ai piedi delle Alpi Apuane, nel comune di Carrara


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